Isabella Franceschini
PINK HOPS
“Luppolo? Ma cos’è? Lo voglio coltivare anch’io”. Nasce così dalla curiosità di Anna che lo vide per la prima volta durante un viaggio in Slovenia, l’idea di lanciarsi in questa coltura, dall’aspetto simile alla vite, già parte del patrimonio dell’azienda di famiglia. Ereditata la proprietà nel 2018 quando venne a mancare il marito e fondatore dell’azienda agricola, Anna scelse di diversificare la produzione dell’azienda agricola di famiglia introducendo la coltura del luppolo, fortemente meccanizzata e che non richiedeva un grande dispendio di energie fisiche. A lei si unirono le tre figlie e i due nipoti, diventando la prima realtà di tre generazioni di donne italiane a coltivare il luppolo. Attualmente il 98% del luppolo (Humulus lupulus L.) utilizzato in Italia viene importato da Germania e Stati Uniti, che sono i maggiori produttori mondiali. ‘La filosofia dell’azienda è la socialità con uno sguardo femminile rivolto alla valorizzazione del territorio’ afferma la capostipite di questa famiglia di donne digital farmer. Quest’ottica ha permesso alla cooperativa di sviluppare dei progetti trasversali nella trasformazione del luppolo con la prima birra realizzata con luppolo fresco made in Italy e l’olio essenziale per la degustazione e l’uso erboristico. Un’agricoltura più verde e digitale per affrontare la grande sfida della sostenibilità ambientale secondo il percorso tracciato dal Green New Deal UE, che prevede la riduzione dell’uso di agrofarmaci e fertilizzanti, il riutilizzo degli scarti, la razionalizzazione idrica e l’aumento della biodiversità colturale, oltre all’impiego di nuove tecnologie.
Testo di Isabella Franceschini
BIO
Isabella Franceschini è una fotografa freelance italiana, nel team dei fotografi dell’Agenzia Parallelozero e Lowepro Ambassador. Dopo la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bologna, ha approfondito il reportage con una Masterclass di fotogiornalismo della durata di un anno a Roma e da allora la fotografia è diventata parte fondamentale della sua vita professionale. Attualmente, Isabella sta sviluppando progetti a lungo termine principalmente ispirati da ciò che influisce sugli esseri umani e sulle loro relazioni oltre a temi di sostenibilità ambientali. Negli ultimi anni, i suoi progetti sono stati pubblicati su riviste nazionali e internazionali come The Washington Post, Der Spiegel, l’Espresso, la Repubblica, Gente, Famiglia Cristiana, MarieClaire, Vanity Fair e Getty Images. Ha contribuito a una campagna di Fondazione Telethon sulle malattie genetiche rare e ha vinto numerosi premi internazionali, tra i quali il World Report Award Documenting Humanity nel 2022, il 21° Julia Margaret Cameron Award, ISPA Award 2023 e ZEKE Award 2024. I suoi lavori sono stati esposti in gallerie private e spazi pubblici, in mostre personali e collettive fra cui il Festival della Fotografia etica di Lodi, Bridge Gallery in Cambridge Mass.US, Fotonostrum Gallery in Barcellona, Photoville Festival in New York.