Honey & bunny
AKITA
Il cibo ci parla. Il cibo è un’espressione sensuale e intellettuale della cultura e un impegno etico verso il mondo. Mangiare tocca sempre la dignità degli esseri umani e dei non umani: consumandoli o consumando i prodotti realizzati da loro in condizioni dignitose o indegne, privandoli del cibo o sottraendoglielo, oppure permettendo loro di vivere una vita dignitosa come acquirenti consapevoli ed equi. Quando mangio, decido se erbicidi o insetticidi distruggono la vita, se conservanti e altri additivi uccidono il microbioma del mio stesso corpo - miliardi di esseri viventi - oppure no. Quando mangio, decido se combustibili fossili vengono bruciati per riscaldare serre o per trasportare il cibo su lunghe distanze in container refrigerati. Quando mangio, decido se sostenere un sistema globalizzato, monopolizzato e speculativo oppure piccoli produttori sovrani e su scala ridotta. Ognuna di queste decisioni è profondamente intrecciata con la mia percezione sensoriale più intima. Non si tratta soltanto di una decisione intellettuale: alla fine determina il mio benessere fisico, il piacere o un senso di torpore emotivo. Inoltre, ciascuna di queste decisioni è inserita in un corsetto culturale che io, come individuo, costruisco insieme al mio ambiente umano e non umano - e al quale mi sottometto.
Ciò che le persone mangiano dipende dalla loro cultura. Sia il gusto raffinato sia il disgusto rivelano ogni tipo di origine corporea e mentale di chi mangia. La tecnica culturale del mangiare fa riferimento solo (ancora) in misura limitata alle condizioni della natura che circonda coloro che mangiano. Tuttavia, la cultura del cibo — come l’esistenza umana stessa — dipende dalla cosiddetta natura, cioè dalla biosfera che ci mantiene in vita. Se, per esempio a causa del cambiamento climatico, la biosfera del pianeta Terra dovesse cambiare così drasticamente da rendere non più sufficientemente possibile la crescita di piante e animali commestibili per gli esseri umani, l’umanità si estinguerebbe. Ciò significa che non dovremmo parlare di protezione del clima o della natura, ma di protezione degli esseri umani. Tuttavia, poiché la cultura del cibo, come descritto sopra, è una tecnica culturale costruita dagli esseri umani, può cambiare in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora. È del tutto possibile modellare la cultura del cibo in modo resiliente e sostenibile e, poiché la cultura del cibo corrisponde direttamente all’esperienza sensoriale di chi mangia - cioè di tutti gli esseri umani - ogni persona percepisce la sopravvivenza della propria specie.
Testo di Honey & bunny
BIO
Sonja Stummerer e Martin Hablesreiter hanno studiato architettura a Vienna, Londra e Barcellona. Dopo la Laurea hanno lavorato a Tokyo, prima di fondare a Vienna lo studio transdisciplinare Honey & Bunny. Il loro lavoro si basa sulla sostenibilità sociale ed ecologica. Honey & bunny si definiscono inbetweeners, figure che operano tra le discipline. Realizzano pubblicazioni, installazioni, mostre, performance e progetti di design. Hanno diretto il film Food Design ed esposto, tra gli altri luoghi, al Victoria and Albert Museum di Londra, al MAK – Museo delle Arti Applicate di Vienna e al MuseumsQuartier. Hanno realizzato performance sui temi della sostenibilità a New York, Città del Capo, Vienna, Milano, Londra, Parigi, Salisburgo e in molte altre città. Honey & bunny hanno pubblicato cinque libri illustrati e insegnano presso diverse università.